Navidad

Belen (presepe) all'Hogar Cafarnaum
Il blog probabilmente sarà meno attivo durante le vacanze, perché il nostro internet point preferito chiude, ma non poteva mancare il nostro post natalizio.
Noi passeremo la notte della vigilia di Natale in tre comunità, da Jordan a Avante a Valle Verde, che sono tra le più povere, e siamo contenti di poter condividere questa festa con quella gente così semplice.
Gesù nacque a Betlemme, tra i poveri, e anche oggi viene in particolare per loro, per dare luce e speranza.
A tutti auguriamo di gioire nel cuore per il suo arrivo e di accoglierlo come un dono!


BUON NATALE!!!


(ascoltatevi questi files, se riuscite...)

Cibo: aggiunte e correzioni

Aggiornamento lista frutta
9) naranja agria – ora l'abbiamo provata anche in “agua”, ovviamente con abbondante zucchero!
14-15) Toronja: è il pompelmo (grazie Lucia per il suggerimento!), ma non ce ne eravamo resi conto, forse perché la buccia verde e spessa qui accomuna moltissimi frutti...
23) Platanos (banane)- nuovo tipo: polpa giallo vivo, quasi arancione, molto più dolci, sono quelle che avevamo trovato e apprezzato molto nelle Filippine. Sorge una contesa sui nomi: per la perpetua Marta quelle piccole sono “manzanitos”, queste “machos”, mentre per il seminarista Omar, che è con noi da una settimana e se ne andrà il 28, queste ultime sono le “manzanitos” e le piccole si chiamano “dominicos”, mentre le “machos” sarebbero altre ancora, quelle più lunghe che solitamente si mangiano a fettine sottili, fritte (e che noi abbiamo gustato grazie a Roby e ai suoi genitori, direttamente dal Brasile)
(24... Mancano ancora, per aumentare il numero, le varie qualità di mango; ce n'erano anche alcuni in cucina, ma ormai marci...

Altre specialità locali provate:
Relleno negro: polpettine di carne e formaggio e pezzi di pollo cotti in un brodo nero, appunto, con chile e altro. Buono ma pesante, meglio gli altri vari modi di cottura del pollo.
Atole: bibita dolce, di cui esistono molte varianti. Noi abbiamo provato quella a base di masa (farina di mais), con cannella e altro (???), tutto bollito per 3 ore. Non eccezionale, ma almeno decente, non come l'arroz con leche, il dolce tipico delle feste con piñata, dopo la posada, che proprio non riusciamo a mangiare-bere, per cui ci tocca rifiutare, con tutto il tatto possibile...

Deporte

Il futbòl (si', si scrive cosi'!) domina sovrano, nelle menti e nei giornali, ma in giro si vedono moltissimi canestri ed effettivamente il basket è molto popolare; anche il baseball tira abbastanza, qui a Cancun c'era tempo fa una squadra forte, ora stanno tirandone su un'altra, almeno questo racconta P.J. (Padre John). Sul baseball, il fanatico Mattia propone una simpatica parentesi linguistica: qui si chiama, e si scrive, beisbol, che può suonare strano e ridicolo, perché anziché usare semplicemente la parola straniera la fanno propria scrivendone la pronuncia, però va dato loro un merito: in Italia, se facessimo lo stesso scriveremmo "besbol", qui almeno, da bravi “vicini”, nonostante il loro inglese sia parecchio storpiato dall'accento messicano, hanno imbroccato la pronuncia giusta!
Tornando allo sport, o per dirla tutta “al calcio giocato”, raccontiamo qualcosa per gente interessata come Tommy o Geki: il Chivas, squadra di Guadalajara, ha da poco vinto il campionato, raggiungendo un buon numero di scudetti (attorno alla decina), mentre grande soddisfazione a tutto il Messico è arrivata dal Pachuca, squadra della città omonima, che ha conquistato la Copa SurAmerica (una specie di corrispondente della Coppa Uefa, visto che è inferiore alla Copa Libertadores), sconfiggendo i cileni del ColoColo fuori casa; tremenda delusione ha dato invece l'America, squadra di Ciudad de México, che partecipava al Mondiale per Club (l'ex intercontinentale ora allargata) come rappresentate della Concaf (confederazione centroamericana), la gran dritta che hanno inventato per avere più squadre al Mondiale e in occasione come questa. Non si sa bene su quali basi, ma speravano fortemente di arrivare almeno in finale e magari vincere, mentre sono stati sonoramente bastonati dal Barcelona, con un 4-0 che ha lasciato scie di disperazione su tutti i giornali. Tanto che dopo del Mondiale per Club non gliene fregava più niente a nessuno, per cui Mattia ha scoperto a fatica che il Barca è stato poi sconfitto dal Puerto Alegre.
Passando a livelli più bassi, qui a Fatima, nella cancha (campo sportivo) in cemento venerdì 22 hanno organizzato il tradizionale torneo di calcetto pre-natalizio, a cui hanno partecipato circa 100 tra bambini e ragazzini. Padre James aveva gentilmente e caldamente invitato, anche Mattia, che però ha declinato a fatica, o meglio resistito a questo Padre in versione serpente tentatore (che si è pure messo a proporre balle come malattia o impegni con i padri) per mantenere gli impegni di scuola alla Ciudad de la Alegria, dove c'era anche da fare gli auguri di Navidad a bimbi, “alunne”, adulti e madri.

Dedica

Un pensiero affettuoso da qui in fondo allo zio Silvio, che lunedì sera è stato investito a Este e ora si ritrova quasi completamente paralizzato per rottura della 4 vertebra cervicale. Silvio, ti siamo vicini nello spirito e soprattutto nella preghiera: che il Signore ti faccia sentire la sua presenza di amore, ti sostenga in questo momento così duro, infondendoti forza e coraggio per resistere e reagire, ti riempia il cuore di speranza e mandi il suo Spirito anche a Fernanda e ai tuoi parenti affinché trovino la maniera migliore per aiutarti. Ricordiamo con gratitudine le tue parole di incoraggiamento per questa nostra avventura e sappi che abbiamo qui con noi il libro sul Padre Nostro che ci hai regalato e che grazie a Patrizio abbiamo anche potuto leggere una delle tue ultime poesie pubblicate.
A tutti chiediamo di unirsi alla nostra preghiera.

Vamos a la playa

Martedì mattina i padri fanno riposo, con visita alla spiaggia o corsetta (9km per Padre John!), ma noi lavoriamo... Il pomeriggio di martedì 19 però, anziché starcene ad aspettare che ci dicano cosa fare, sapendo che non c'era nessuna visita di qualche comunità in programma, alle 14 abbiamo preso il nostro caro autobus e dopo una passeggiatina di 3km, alle 15 siamo arrivati alla Playa Las Perlas, la spiaggia libera più vicina, ma come abbiamo scoperto dopo, una delle peggiori, perché sempre piena di alghe. Effettivamente era così e in più si è presto alzato il vento e il sole scende presto, per cui alle 16.45 quasi faceva freddo e ce ne siamo tornati a casa. Ma non è stato male: l'acqua era calda, la sabbia sempre bella e il nostro bagno ce lo siamo goduti. L'aspetto più interessante erano i vari uccelli che abitavano la spiaggia, quasi completamente vuota: in particolare i cormorani, grandi e spettacolari quando puntano il becco verso il basso e si tuffano in cerca di prede. Meno piacevoli invece i rumori delle moto d'acqua che impazzavano poco distante.
Prossimamente, durante il periodo natalizio, che per noi non sarà comunque molto vacanziero, cercheremo di sfruttare qualche spiaggia più lontana ma migliore e magari anche di dedicare almeno un giorno ad una visitina...

Alejandro

Uno di questi nuovi arrivi è Alejandro, giovane che è diventato nostro amico per i suoi saluti sempre sorridenti e in italiano! La sua storia travagliata l'ha portato a viaggiare molto (Canada, Stati Uniti...) e così ha imparato anche qualche parola della nostra lingua. Ora, dopo essere caduto nella droga, che come dice lui rovina tutto, ed essere passato per un centro di recupero, è tornato a Cancun, dove vivono la moglie e i figli, che non vede da molto tempo. Oggi aveva un colloquio con una signora che forse gli troverà lavoro: speriamo bene per lui, che il Signore lo aiuti!

C'è chi viene, c'è chi va

Il martedì mattina, come al solito, andiamo alla Ciudad de la Alegrìa, ma non all'Hogar Cafarnaum; è il giorno de los abuelitos (nonnetti) dell'Hogar de los Ancianos, dove per la gioia di Mattia c'è un pianoforte, sì, un po' scassato e abbastanza scordato (uno dei mi bassi è completamente fuori, bisogna evitarlo!), ma suonabile: così martedì scorso, il 19, mentre Elena cominciava a fare riabilitazione, Mattia, aspettando l'ora di inizio della sua “scuola”, poteva ritrovare gli amati tasti (da buon suonatore ottimista si è portato via qualche spartito!) e far contente alcune vecchiette che concludevano ogni pezzo con applausi (assolutamente immeritati viste le condizioni dello strumento e del pianista...) e che ora aspettano il successivo martedì.
Quando poi alle 11.30 Elena raggiunse Mattia all'altro Hogar per giocare un po' con i bambini, si accorse che mancava Monserrat. Ovviamente le madri non ci avevano detto niente, ma abbiamo imparato a farci avanti, senza timore, e mercoledì scoprimmo che effettivamente la madre era venuta improvvisamente a riprendersela. Così dopo aver perso Sharon e Jorge, anche la piccola Monse se n'è andata; comunque aveva fatto grandi progressi: gattona da sola e si alza.
Gli adulti invece aumentano sempre più, non solo malati, ma anche altri casi difficili, di cui le madri si prendono cura offrendo cibo e alloggiandoli in uno dei saloni dell'Hogar de Formaciòn.