Trasloco!

Dopo una settimana e mezza come ospiti di Adriana e Pepe (muchìsimas gracias!), finalmente ci hanno trovato una casetta (di più ancora non sappiamo) vicino alla chiesa di Fatima e tra poco ci porteranno lì. Bene, così saremo più vicini alla nostra zona di operazioni e perché così saremo un po' più sistemati!
L'unico problema è che dubitiamo di ritrovare lì, zona più povera, anche se decente, la grande fortuna del tonto con la connessione senza fili non protetta che fino ad ora ci ha permesso di usare internet alla grande (e gratis!) potendo così scrivervi spesso... Comunque torneremo come all'inizio a sfruttare gli internet point, ma già da ora avvisiamo che ci sentirà con meno frequenza.

p.s. Oggi qui, per festeggiare l'evento, il tempo è orribile, con enormi nuvoloni neri e pioggia a intervalli regolari.
p.s.2 Questa mattina Mattia e il seminarista Josè Juan hanno sfruttato la mattina libera dei padri per darsi allo sport: 15 km di corsa lungo la zona hotelera (percorso in asfalto, argghh), intervallando corsa e cammino, per un totale di 20km! Come prima volta decisamente troppo...

Ancora sugli autobus...

Ormai sono il nostro mezzo di trasporto. Sono lentini, per le innumerevoli fermate, e perché spesso sulle strade a grande scorrimento, viaggiano sulla corsia interna, separata dalle altre e piena di buchi, però sono validi, in quanto economici (0,35€ a corsa) e perché puoi scendere dove vuoi, sfruttando ogni rallentamento o semaforo. Su un aspetto sono anche più funzionali che nella moderna Padova: puoi entrare solo da davanti, dove l'autista ti vende il biglietto, per cui non puoi scampare. In questo sistema "onesto" c'è però il trucco: a volte l'autista incassa, ma non dà il biglietto, per cui quei soldi può poi intascarseli, non essendo un'entrata registrata; non accade spesso, ma accade. Questo trucco però può anche trasformarsi in una possibilità di buon'azione: un autista, dopo aver chiacchierato con noi e scoperto la nostra identità missionaria, quando stavamo scendendo ci ha discretamente rimesso in mano il prezzo del biglietto, che appunto questa volta non aveva emesso.... il Signore opera in mille modi!

Al lavoro!

Eh sì, oggi si comincia davvero: 40 minuti di autobus e arriviamo alla Ciudad de la Alegrìa, dove per tutta la mattina Elena mette in campo la sua professionalità riabilitando i malati e Mattia fa da supporto interpretariale (e quando non è richiesto si dedica all'apprendimento della sua parte di arcangelo per la pastorela, il dramma natalizio che insceneremo il 3 dicembre; o allo studio del materiale sull'evangelizzazione). Per Mattia è anche l'occasione giusta per vedere questa famosa mogliettina fisioterapista al lavoro, e bisogna dire che sembra proprio brava: sa cosa fare e lo fa con impegno e affetto.

I pazienti sono vari, adulti e bambini, e quando lavora con questi ultimi Elena è davvero felice: era il suo sogno post-lauream, ma a Padova le possibilità erano poche. Qui oggi tratta Jorge, di 8 mesi, e Monserrat, un bimba di 7, entrambi con lievi ritardi motori, e vederla “giocare” con loro è proprio bello e interessante.

Vedendola alle prese con gli adulti, però, si apprezza di più la competenza; oggi si dedica a Carmelo, con emiparesi sinistra, Angel, i cui problemi di movimento derivano dalla debolezza estrema a cui lo ha portato l'AIDS (probabilmente, dato che della storia di questi pazienti si sa ben poco, per ora), e Luis, PCI (paralisi cerebrale infantile), un miracolato, sopravvissuto a svariate operazioni molto serie, che ora si muove appena, però almeno capisce e risponde come può. Con quest'ultimo si otterrà ben poco, ma per lui è importante almeno provare e sentirsi curato; Arturo invece potrebbe migliorare, ma oggi, dopo pochi minuti e ancor meno esercizi... “vi ringrazio molto, ma basta!”: si riproverà mercoledì, quando torneremo per la seconda seduta a tutti loro e per cominciare anche con altri.

Prime attività

Poco a poco va delineandosi anche quale sarà il nostro lavoro, o meglio i nostri lavori, perché tante e diverse sono le cose da fare.

Da lunedì la fisioterapista Elena comincerà un programma di riabilitazione per alcuni adulti e bambini malati di AIDS (qui SIDA) ospiti della Ciudad de la Alegria, un centro della Caritas della diocesi di Cancun, gestito da un gruppo di suore. È una nuova struttura, bella e funzionale, del 2002, che comprende un centro accoglienza per la distribuzione di cibo e coperte, un asilo de ancianos, un centro per madri in difficoltà, con i loro figli, una cappella costruita per fungere anche da rifugio in caso di cicloni, un complesso di saloni per incontri di formazione e appunto il centro per malati di AIDS, dove Elena lavorerà la mattina.

Per quanto riguarda le attività nelle comunità della parrocchia, sembra che una buona possibilità sia quella di dedicarci alle attività dell'ECYD, cioè Educaciòn, Cultura Y Deporte (sport), i gruppi per i ragazzi e le ragazze (separati) che continuano la formazione dopo i sacramenti.

A Mattia, dalla segreteria del vescovo, hanno chiesto di dare una mano per preparare la pagina internet della prelatura: una volta che avremo organizzato i nostri orari in funzione del lavoro da fare con Padre John, inseriremo anche questo.

Sabato 25 mattina Josè Juan, il seminarista, ci ha coinvolto in un incontro per los acolitos (chierichetti), così finalmente ci siamo dati un po' da fare, aiutandolo a gestire questa attività di spiegazione e preghiera sulla corona d'avvento per i circa 30 ragazzini presenti.

Alla sera invece, sempre con il nostro amico Josè Juan, incontro per preparare una pastorela, piccola opera teatrale natalizia, con alcuni ragazzi dell'ECYD della comunità di Fatima. È un buon testo, corto e semplice ma divertente e con un messaggio incisivo: il Natale è presentato come l'ultima invenzione di Dio, che mette in crisi Satana, preoccupato di perdere in competitività, per cui mentre gli angeli convincono i pastori ad andare a conoscere il nuovo grande arrivo, il diavolo li distoglie attirandoli nelle distrazioni mondane natalizie, tra cibo e bevande, regali da fare e biglietti da spedire, finché ovviamente alla fine gli angeli tornano a mettere in chiaro le cose ai pastori. Ci piace essere coinvolti nell'organizzazione e in più saremo anche proprio dentro lo spettacolo, Mattia come arcangelo e Elena, indovinate un po', come Maria, che per fortuna ha solo due battute, ma famose...
'Sto teatrino lo rappresenteremo nelle 4 domeniche d'avvento, in occasione dei ritiri di formazione per la gente delle varie comunità.

Oggi, 26 novembre è domenica, Cristo Rey, per cui nell'omonima chiesa del centro è festa grande, con processioni, celebrazioni solenni &co (foto). Per noi invece il programma prevede qualche messa in giro per i vari settori di questa grande parrocchia ancora tutta da scoprire.

Conoscendo colleghi

Proseguiamo con i nostri contatti all'interno della parrocchia di Fatima: il boss è Padre John, irlandese in Messico da più di 30 anni e qui a Cancun da più di 15, affiancato da due mesi da Padre James, americano, in Messico da 3 anni, ancora con una pronuncia mooolto americana dello spagnolo (curiosità: gira con una macchina americana, targa Connecticut, con le cinture di sicurezza attaccate alla portiera, che scendono e salgono automaticamente aprendo e chiudendo, per cui sei sicuro di mettertele! Come ammette anche lui, un dettaglio molto “gringo”). Da pochi mesi si è aggiunto al team anche José Juan un seminarista che dovrebbe essere ordinato l'anno prossimo, ed è con lui che ultimamente stiamo di più: è giovane (31), simpatico, molto attivo come i due padri, e si sta impegnando molto per inserirci. Altra conoscenza importante è stata quella di Francisco e Angela, coppia di adulti che lavorano come evangelizzatori a tempo pieno, da molto a lungo, e che sono stati i fondatori e formatori di molte delle attuali comunità. Ora Francisco ha dovuto cercare anche un altro lavoro (come evangelizzatori sono stipendiati, ma in questo momento non riuscivano a sostenere tutte le spese), per cui si può dedicare meno alla pastorale. È con loro che probabilmente lavoreremo nelle comunità più lontane e meno sviluppate.
Venerdì 24 sera, presso il bel teatrino parrocchiale, piccolo ma funzionale, che dà sul campetto sportivo in cemento, spettacolo dedicato al 62° anniversario dell'ordinazione sacerdotale del fondatore dei Legionari di Cristo: lettura di una sua lettera, balletto tradizionale della sua regione natale e rappresentazione sulla sua vocazione, molto ben preparata e recitata. Alla fine, Padre John ha colto l'occasione per presentare i due missionari italiani a questa comunità.


Què tiempo hace? (che tempo fa?)

Siamo in zona tropicale e vicini al mare, quindi di freddo qui non se ne parla (siamo fuggiti apposta dall'inverno padovano!), e di vere stagioni nemmeno: così, sempre bello! A parte la stagione dei possibili huracanes, che va da giugno-luglio a ottobre-novembre, quindi ormai dovremmo essere salvi, anche se la popolazione è sempre allerta, e li si capisce bene, visto che l'anno scorso Wilma qui ha fatto un vero disastro, devastando alberi e costruzioni, con enormi danni, sia per l'industria turistica, che però con i suoi potenti mezzi economici ha prontamente ricostruito tutto, sia per la gente comune, che ancora ricorda con terrore e sconforto quanto ha subito. Ora qui per i messicani è un periodo di “freddo” e sono molto preoccupati per noi che invece siamo contenti perché questa “primavera” (venticello che rinfresca, freddino la sera, caldo al sole ma senza esagerare...) ci permette di ambientarci al meglio, senza dover subire lo sbalzo dall'inverno italiano al caldo tropicale. Chi davvero subisce sono i poveri che vivono in case senza pareti, in amache anziché letti , e ciò avviene nella periferia più lontana a noi ancora sconosciuta, che sì patiscono il freddo notturno. Il problema, come in Italia, è l'aria condizionata, che impazza in ogni negozio facendoti sentire quasi freddo dentro e poi schiattare di caldo fuori per la differenza, mentre la temperatura esterna non è assolutamente male.


Spostarsi a Cancun

Le nostre giornate ora passano quindi tra una visita e l'altra, con Padre John che sfrutta le varie messe e gli incontri che ha in programma per farci entrare un po' alla volta a contatto con la gente e con i luoghi. Capita poi che i suoi impegni si prolunghino oltre quanto sarebbe utile a noi, per cui a volte ci consiglia giustamente di tornare a casa da soli. Cominciamo così a spostarci in taxi, visto che la periferia della città si sviluppa su un'area molto vasta e a piedi sarebbe impossibile muoversi. All'inizio va anche bene, bella esperienza, dopo un po' però comincia a farsi costoso; per fortuna che ora ci hanno spiegato le “rotte” degli autobus, visto che da soli era un po' complicato, non ci sono veri e propri “numeri”, semplicemente sull'insegna, o sul parabrezza, sono scritte le destinazioni e bisognava appunto che ci spiegassero quali direzioni seguire.