Messico e nuvole

La canzone non la conosciamo, ma il titolo risulta quanto mai appropriato, non tanto per le condizioni atmosferiche, quanto perché descrive perfettamente il luogo preferito della testa dei simpatici abitanti di questa nazione...
Senza offesa alcuna, in particolare a Padre Nivardo, che è l'eccezione che conferma la regola, o forse come dice lui ormai è più italiano che messicano, però qui davvero tutti sono abbastanza “persi” e riuscire a ottenere informazioni chiare e precise, aspettarsi che un appuntamento, un impegno vengano rispettati, è pura illusione... Gli esempi potrebbero essere tanti, ma spiegarli sarebbe complicato, vi diciamo solo che le nuvole sono alquanto democratiche e ospitano la testa di tutti, uomini e donne, grandi e piccini, colti e ignoranti.
Ma alla fin fine (ah, Padre Paolo!) è solo questione di abitudine e pazienza, e così quando uno di noi due non ce la fa più e comincia a disperarsi, l'altro è lì pronto con la parola magica, esplicativa e consolatoria: “Messico”, ripetuta due volte, con tono calmo e dolce, da nuvole...

Ignominia

Ci uniamo al mondo intero degli uomini buoni che hanno condannato con fermezza e convinzione l'esecuzione barbara di Saddam Hussein. Ribadendo la nostra assoluta opposizione alla pena di morte, indifendibile sotto qualsiasi punto di vista, cristiano, etico, morale e pratico e convinti che questa mossa degli U.S.A. non porti giustizia ma solo vendetta e che non sia di nessuna utilità anzi peggiorerà solo la situazione irachena e mondiale, segnaliamo il commento di Amnesty International, autorità in materia di giustizia, diritti umani e abolizionismo della pena di morte.

Aggiunta cibo

Meraviglia: qui hanno le fragole tutto l'anno!!! Ancora non abbiamo sfruttato appieno questo splendido vantaggio climatico, solo abbiamo sbavato di fronte al piatto pieno che Marta una sera ha preparato per P.J. e ci siamo gustati una fragola sulla torta di fine anno.
Kellogg’s: scatole sempre piu’ grandi! Prima Chocos da 850gr, poi Frosties da 940gr!!!

Auguri per un anno di pace

In quelli di Natale (siete riusciti a sentirli? Piaciuti? Ai Ravazzolo sì!) già erano compresi quelli per l'anno nuovo, ma cogliamo l'occasione per rinforzarli.
Il primo gennaio è la giornata mondiale per la pace: che il Signore che è appena nato per portare il suo regno doni al mondo intero e a tutti noi la sua pace, che non è solo assenza di guerra e violenza (vero Marta cisvina?) ma vita felice e serena, che deriva da relazioni di uguaglianza e giustizia.
Ricordando Papa Giovanni Paolo II: "non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono."

PERSONAGGI 2

Omar: il seminarista già a voi presentato il 28 a Ciudad de Mexico è ritornato. Con lui abbiamo passato molti pomeriggi visitando colonie a noi nuove come Santa Cecilia (la colonia dei musicisti), dove P.J. ha celebrato delle prime comunioni e un tristissimo battesimo di 4 bimbi celebrato dopo la messa, tra il disinteresse e la confusione del resto della gente, ma a lui va bene così...; Tekax (che si pronuncia "tecash"), capilla piena per la messa del padre, ma è facile vista la capienza; Amistad, capilla minuscola però quasi vuota, visto che la comunità è praticamente nulla. Se ne è andato contento dell'esperienza forte, colpito dalla situazione delle colonie.
Grazie per il dolce regalo: una tavoletta di un qualche dolce simile al torrone.





Adriana e Pepe: questi due già li conoscete, ma tornano alla ribalta perché quando dopo lunghe attese e qualche bidone riusciamo ad andare a casa loro per salutarli e fargli gli auguri, ci concedono una bella chiacchierata sulla nostra missione in fieri, ascoltando i nostri problemi con P.J. che non ci bada e proponendoci validi consigli su che strade prendere e come lavorare, sfruttando la loro esperienza pluriennale di formatori di comunità. Grazie!

Guadalupe & husband: una dei nostri pochi veri amici qui, questa signora di circa 35-40 anni lavora come segretaria del vescovo, anche se ora sembra abbia un po' lasciato, e fin dal nostro arrivo si è interessata alla nostra situazione. Vive vicino alla chiesa di Fatima ed è parte del gruppo dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, per cui ha partecipato anche all'incontro da noi tenuto per quel gruppo. Tra una cosa e l'altra abbiamo fatto amicizia e venerdì 29 ci ha invitato a pranzo. Sua figlia Natalie di 5 anni era a casa di amici, così abbiamo mangiato solo con lei e il marito, uno statunitense, di origini italiane, ma come sottolinea lui 100% American. Hanno vissuto prima in Mexico, poi un anno e mezzo negli States, ora vivono qui in una casa carina con ben poco di messicano. Lui infatti, a parte aver preso a mangiare un sacco di chile (ma da un po' ha smesso) e a bere tequila, non sembra essersi molto integrato e se sono ancora qui è perché lei si è impuntata per rimanere. Tra loro parlano inglese, così ci siamo fatti un pranzo parlando una terza lingua, con tutte le difficoltà del caso, perché all'inizio anche per Mattia era dura, dopo un mese e mezzo di immersione nello spagnolo, e in più abituati a parlare con Guadalupe in spagnolo, a volte cominciavamo in una lingua e finivamo nell'altra. Quello che però ci stupisce di più è che quanto lei si dedica alla chiesa, a livello di fede personale e di impegno nelle attività, tanto lui è completamente estraneo, non contrario (che è già qualcosa), ma assolutamente disinteressato. Come nei racconti di Guido, da buon americano non pensa ad altro che a lavorare, e parecchio, visto che viaggia a giornate da 18 ore. Certo sembra voler un gran bene a moglie e figlia, ma condivide proprio poco, come tempo e spirito, e Guadalupe ci fa davvero pena per questo, poveretta.

conchiglie fossili tra le pietre vicino alla capilla di Amistad, a prova che lo Yucatan un tempo era tutto sott'acqua

PERSONAGGI 1 (delle comunita')

Angela: ragazza di 19 anni, affetta da sindrome di down. Vive a Valle Verde, in una misera casetta nel fondo, la zona recentemente “invasa”, con la madre Elena, che la ama molto e si prende bene cura di lei per quello che può. È quindi sana e “ben tenuta”, però non ha mai ricevuto molti stimoli, per cui non parla. Ci siamo presi l'incarico di prepararla per la prima comunione, con un catechismo rapido e basilare, semplicemente per farle capire che c'è un Dio che la creò, la ama, la protegge e con Gesù sceglie di venirle incontro e stare sempre con lei. Abbiamo fatto già due incontri, il giovedì mattina; è difficile, perché perfino con i disegni che le proponiamo fa molta fatica, a capire e pure a colorare, però noi seminiamo, Dio farà fruttificare!

Josè Antonio e Miguel Angel: due giovani missionari dell'ordine di Cristo Resuscitado, della sezione maschile delle madri che lavorano all'Hogar Cafarnaum, che hanno dedicato 3 giorni a visitare le famiglie di Valle Verde, come facevamo noi il giovedì mattina, per invitare i bambini alla posada di sabato 30 (in ritardo perché sarebbe pre-natalizia, ma fa lo stesso). Sono simpatici e molto impegnati e il loro lavoro è davvero utile per formare questa comunità partendo dai bambini, portandoli al catechismo. Alla posada e successiva festa con cibo e regali abbiamo partecipato anche noi: buono l'inizio e l'intenzione, un gran casino la distribuzione dei regali perché ovviamente è arrivato chiunque, sentendo la voce, e la capilla si è sì riempita più per un assalto agli oggetti che per partecipare ad un'attività comunitaria. E infatti di tutta la gente avvisata sabato, alle celebrazioni di domenica 31 e lunedì 1 non si è visto nessuno, segno evidente che la distribuzione è un bel gesto caritatevole, a Natale si inserisce bene, però forse non è il modo migliore per coinvolgere davvero le famiglie. Però è bello sapere che con persone come questi due e con le madri, che erano anch'esse presenti, essendo le organizzatrici della faccenda e la fonte del materiale, si può collaborare bene a favore delle comunità.

Doña Marta e Don Silvio: i referenti della capilla di Valle Verde, tra i fondatori di questa colonia, nata quasi 5 anni fa, e residenti a Cancun dalle sue origini. Molto ospitali e gentili, nella settimana post natalizia ci hanno invitato a pranzo due volte, dandoci non solo cibo ma anche un sacco di racconti e informazioni utili per noi che vorremmo dedicarci molto a questa colonia e che da P.J. ovviamente non ricaviamo niente, perché non parla molto ma anche perché qui passa una volta al mese se va bene e solo per celebrare... Ascoltare Don Silvio, poi, è un incanto, per la voce morbida, la parlata fluida e dolce, la saggezza semplice che lo contraddistingue e le esperienze vissute.

Marisol: vice-referente di Valle Verde, signora più giovane e con, probabilmente, 5 figli e un marito esistente ma quasi sempre fuori per lavoro. Sempre sorridente, con i due di prima è una colonna della capilla e anche lei ci vuole un gran bene: lunedì 1 ha offerto a Mattia, ministro solitario per leggera indisposizione di Elena, un indispensabile bicchiere di Coca fresca (il poveretto si stava sciogliendo lungo la strada principale, verso lo stradone dove passa l'autobus) e pure un contenitore con un po' di cibo, visto che lui non si poteva fermare per tornare dalla mogliettina.

Miguel e Umberto: i due ubriachi, il primo giovane e grande, il secondo più adulto e piccoletto, che compaiono in chiesa a Valle Verde domenica 31 sera, mentre celebra Javier. Mattia va a conoscerli quando dopo pochi minuti escono e si fermano appena fuori: Umberto, guidato dalla sua fede apparsa tra i fumi dell'alcool, aveva portato l'amico in crisi, più interiore che fisica, alla chiesa per trovare conforto e lo invita quindi a parlare con Mattia, che così lo accompagna verso casa cercando di dargli qualche dritta per cambiare rotta. Miguel sembrava completamente ciucco, ma invece capiva e rispondeva e trovava anche la sincerità per dire: - Sì, potrei dirti “da domani non bevo, ma sarebbe una bugia”! - Alla fine trova pure la forza per prendersi l' impegno di abbandonare la bottiglia, ma domani è un altro giorno... Umberto invece ricompare lunedì mattina durante la celebrazione di Mattia.

Dona Ermila, Dona Tomasa 1 e 2: sono le tre colonne di Avante, e le uniche che troviamo, insieme a Lupita, la figlia disabile di Ermila, alla celebrazione di domenica 31 mattina, che comunque si fa lo stesso, chiaro! L'intimità, e la vana attesa di altri partecipanti, ci dà la possibilità di ascoltare la situazione difficile che vive la capilla, disturbata da alcuni vicini. In particolare, scopriamo che il terreno lì è assai vasto e potrebbe essere usato non solo per il progetto di costruire una capilla nuova, in muratura e più grande, ma anche per creare un centro comunitario, con una sala per incontri, un parco-giochi (già c'è qualche giostrina, andrebbe sistemata) o un campetto, e pure un dispensario, utilissimo per l'intera colonia, in cui un semplice taglio si tramuta in un rischio grave perché il ferito o si arrangia o aspetta un bel po' prima di concludere il viaggetto verso la città; belle idee quindi, ma bloccate dal fatto che una famiglia si è illegalmente installata su una bella fetta del terreno e sono mesi che loro lo fanno notare al ministro e al padre, ma invano. Ora ci siamo presi l'impegno di cercare di smuovere le acque perché si risolva la faccenda, cioè convincere P.J. ad andare dalle autorità, documenti alla mano, e far sloggiare l'intruso che è appunto la principale fonte di guai, essendo dedito a droga e alcool e avendo creato un bel gruppetto di amici che gli fa compagnia...

REGALI DI NATALE

Ministro dell'Eucarestia: scarseggiando i sacerdoti, servono ministri per celebrare nelle varie comunità e Mattia è stato quindi insignito di questo compito; il bello è che il primo giorno il 24 celebrò già 3 volte, sempre accompagnato dalla mogliettina-corista, le prime due la mattina ad Avante e Valle Verde e la terza alla sera, a El Jordan, con l'emozione di proclamare il vangelo di Natale! (e con il rischio di rompersi la testa contro uno spuntone dei pali del “tetto”: per fortuna solo una cicatrice in mezzo ai capelli..., un po' come da piccolo, mamma (foto in bianco e nero), ma senza bisogno di punti)

Obispo: no, non è diventato anche vescovo! Il regalo è Pedro Pablo, che si dimostra sempre più gentile, venendo apposta per noi la mattina del 24 a Fatima, ma noi eravamo a celebrare in giro. Ci lascia un sacchetto con alcuni doni, per i quali lo ringraziamo vivamente il 25, quando alla Ciudad de la Alegrìa celebra una bella messa di Natale, arricchita dalla prima comunione di 6 adulti ospiti dell'Hogar Cafarnaum e dal rinnovo del noviziato di Sor Esperanza, che tra 6 mesi potrà così professare i voti.

Ahijado (Figlioccio): tra questi 6 comunicandi c'era anche Carmelo, il paziente più costante di Elena, un signore di oltre 60 anni, di cui ora siamo padrini di comunione! A lui le nostre preghiere perché possa sentire la gioia di quel giorno ad ogni comunione e perché trovi nel Signore la forza per affrontare la vita con serenità e coraggio.

DVD: i due missionarietti si sono regalati CARS, in inglese e spagnolo, con tanto di nuovo cortometraggio “Mater and the Ghost Light”, così Martedì 26 sera cinema Leoni, seduti sul letto, con il fedele notebook sulle gambe.

Chichen Itza (pronuncia "cicèn izà", traduzione dal maya: “sul bordo del pozzo degli Itza”): mercoledì 27 viaggio di puro turismo con tour organizzato (come prima volta va bene così, e inoltre era molto valido e economico, meglio che andando in pullman o noleggiando un auto), che ci ha portato a vederesolodalpullman (il brutto appunto del “tour”) Valladolid, che avrebbe una splendida cattedrale francescana del 16° secolo, la terza più antica d'America (sarà per un'altra volta); poi sosta al meraviglioso cenote (laghetto di origine carsica, tipico dello Yucatan, penisola con acque sotterranee più che superficiali) di Ik-Kil, per un sensazionale bagno in acqua dolce illuminata dalla luce che scende dall'alto della grotta; infine il clou, visita guidata, da un appassionato studioso che ci ha proposto anche le ultime teorie a riguardo, del sito archeologico Maya-Tolteco, con la grande piramide di Kukulkàn, che all'equinozio crea l'effetto luminoso del serpente che ne discende i gradini, l' Observatorio Caracol (spirale, dalle sue scale) che invece vede la luce attraversarlo da porta a porta al solstizio, e molte altre affascinanti rovine, tra cui lo sferisterio (campo da pelota), oltre al cenote dove gettavano i sacrifici umani. Sorpresa: chi incontrammo in giro per Chichen? Padre John & co., che si erano presi due giorni di vacanza!