Mercoledì 2 dicembre 20090.20
Michele si sveglia e
papàMattia deve andare a farlo star buono un po' di volte finchè per l'1.00 si può dormire di nuovo, ma fin qui di speciale c'è ben poco viste le ultime notti tormentate dal
piccolo in crisi-da-denti...
5.00
Mattia al lavoro non accende il telefonino
6.45 rottura acque, o si dovrebbe dire crollo della diga, vista il flusso talmente copioso da lasciare
mamma stupefatta
6.55 dopo aver rischiato l'attacco di panico causato dalla genialata di due righe sopra,
MammaElena riesce a contattare il furbo al lavoro
7.08
papàMattia è a casa
7.30 Come programmato da mesi,
Michele scaricato a casa di
Sigrid&family (con lettino portatile, borsa dell'asilo, borsa del cambio, borsa dei libri...): niente pianti, scene, solo bacini di saluto per
MammaPapàPancia, che tesoro!
7.45 via! Lungo strada, telefonata di avviso all'ospedale
8.30 arrivo a
Cork8.45 il traffico della
city ci permette di arrivare all'ospedale;
Mamma "accettata", papà lasciato in sala d'attesa per le paranoie da Influenza G5H6I2B4... (ma cos'è, battaglia navale?)
9.45 papà riceve ordine per cioccolata calda e da lì in avanti a quanto pare non è più un untore e può stare con la gravida
10.30 letto pronto, trasferimento dall'Emergency Room alla nostra stanza; ci va di lusso ed è una da 2 anzichè 4
...
qui comincia una luuuuunga attesa che succeda qualcosa di concreto, cioè che le contrazioni diventino forti e frequenti, attesa interrotta da svariate passeggiatine per il piano; da pranzo e cena che i
quasibigenitori condividono viste lo scarso appetito di
mamma; dalle capatine di ostetriche ed infermiere per controlli vari; da spesa lampo di
papà al supermercato del centro commerciale di fronte per foraggiarsi e completare i magri pasti (in parole povere comprare cocacola e biscotti per tirare avanti); da contatti con
Sigrid per confermare che
Michele va a gonfie vele (ah pure le rime!)
...
18.45 si raggiunge la boa delle 12 ore, ma niente cambia; si avvista lo spauracchio della recente avventura di Katerine, moglie di Michel (collega di papà), 48 di travaglio...
...
23.00 la faccenda contrazioni comincia a farsi pesante ma il collo dell'utero ancora è troppo chiuso
23.30 ormai
mamma "non ce la fa più", che sembra essere il segnale tecnico tanto atteso, per cui
23.45 l'ostetrica cede all'evidenza e ci trasferisce in sala parto, dove inizia il lavoro serio
Giovedì 30.?? il
comandante-in-capo (Fionnula, l'ostetrica di sala parto, una vera professionista, grazie!), proprio quando stava optando per la "palla da parto", su cui far sedere la partoriente per far scendere il nascitura, decide di verificare se gli spasmi disperati di
Elena hanno prodotto risultati e... sì, ci siamo, è ora!
0.25 "il sommo sforzo" che ogni volta lascia
papà-coach-supporter esterrefatto ed ammirato è ripagato e
superMamma spadella
Meraviglia.2, maschio di nuovo (il medesimo pensiero balena nelle menti dei due: "oddio, e adesso che si fa con i nomi?")
Per i dettagli tecnici, niente epidurale, solo "gas" antidolorifico da succhiare dal tubo al bisogno.
0.26 Questa volta niente prematurità, per cui ci gustiamo il supremo momento dell'abbraccio materno
1.00
Meraviglia.2, pesato a 3.000 kg, viene tolto dal lettino riscaldato e proposto a
papà che non aspettava altro (e che dovrebbe aver smesso di piangere, pare, ma ne avrà ancora), mentre il
comandante inizia un estenuante e doloroso lavoro di ricucitura
2.30 con sorpresa e rallegramenti degli
orabigenitori arrivano i rifocillamenti, cioè
tea&toast (te, pane, burro, marmellata -
papà si chiede se alla domanda "tea or coffee" avrebbe potuto rispondere "un cinghiale e una coca", ma va bene lo stesso) e una volta che lo spuntino consumato "in famiglia" riportata
mamma in condizioni decenti finalmente il pargolo può gustarsi la sua tetta
4.15 di nuovo in camera

4.45
papàMattia abbandona il campo,
Meraviglia.2, placidamente addormentato, ha un nome:
SAM!
Il resto è ordinaria ammistrazione, un pochino di riposo per
supermamma, viaggio di ritorno e oretta di telefonate-mail-sms-blog per dare la grande news per
papà, poi anche lui orizzontale.